
Tutto COS
a parte le gauffre che sono di Monoprix :)
Ho acquistato un maglione stupendo.
Caldo, morbido, accogliente, una coccola con tanto di maniche e nella tonalità tra il cipria e il cammello la più schifosamente perfetta in assoluto.
Nel momento in cui l'ho indossato, il mio primo pensiero è stato: "Lo cercavo da una vita! Eccolo, è lui."
E subito dopo: "Pensare che potrei non averlo mai trovato".
Ma non è stato facile e nemmeno immediato. "Lui" è il frutto di un innamoramento a prima vista, di un disperato tentativo, di un errore e, infine, di un happy ending con tutti i crismi.
Girovagando per il negozio l'ho visto quasi subito, l'ho accarezzato furtivamente, era quello che volevo. Ed era per la prima volta ad un prezzo accessibile, cosa che mai avrei sperato.
L'ho arraffato avidamente, sottraendolo alle grinfie di un'altra pretendente: "Ah, brava tu! Non lo avrai mai, è mioooooo!"
Mi sono diretta spavalda verso il camerino e lì, in coda, l'amara sorpesa.
Evidentemente non era quello il momento giusto. "Lui" aveva un difetto. Un bel buchino sul colletto. E ovviamente era esaurita qualsiasi altra misera replica, secondo la commessa.
Chiaro, tutti lo volevano.
L'ho abbandonato, con la coda tra le gambe, e ho ripiegato. Sì, ho tentato persino la carta del "chiodo schiaccia chiodo". Patetica illusa!
E il chiodo sostitutivo non era nemmeno male, povero lui. Ma non era "Lui".
Provato a casa davanti allo specchio mi faceva goffa e più piccola del già pervenuto. Come se già non lo sapessi che il palliativo era una scelta assurda...
Rassegnata mi dirigo allora verso lo store per un cambio e sbaglio strada. Mi ritrovo ad armeggiare con il mio iPhone e di lì la scoperta che a pochi passi c'è un altro negozio della medesima catena (Cos, per i più curiosi).
Vado, convinta di restituire la "toppa" e chiederne addirittura il rimborso (ebbene sì, in Francia anche questo è possibile).
Entro e la fila alla cassa è interminabile.
Stizzita, cerco di ingannare il tempo girovagando e spulciando ogni singolo espositore.
Fa caldo, maledetti visual merchandiser, le luci direzionali puntate sulla nuca sono la peggio cosa.
Mi suona il telefono: "Oddio, dov'è, qual è, sarà certamente una chiamata di lavoro, starà succedendo qualcosa e io non sono reperibile!"
Mi cade il telefono, non tra le imprecazioni le più variate, butto a terra la borsa per recuperarlo, una scena in pieno stile della sottoscritta.
E lo vedo. Mancava solo la musica. Il ricongiungimento è stato perfetto, lui mi calzava a pennello e io ora sono felice.
Morale: nessuna conquista è facile, ma la vittoria è troppo dolce almeno per non provare.
Basta semplicemente rendersi conto di quando sia conveniente lottare.
Bibi in wonderland ---
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